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Berries+B&O

Come annunciato, la rassegna dell’autocostruzione di streamer per musica liquida basati su mini-PC inizia con l’architettura Raspberry-Linux.
Non occorrono attrezzi o saldatori, ma solo un minimo di dimestichezza con alcuni comandi di configurazione software.
Le soluzioni presentate sono addirittura 2.
Una da circa 240 EUR comprende il DAC e quindi va direttamente connessa ad un ingresso linea dell’amplificatore.
L’altra, da soli 80 EUR, offre uscita digitale su connettore HDMI (quello per la connessione di monitor o TV) e quindi limita la flessibilità di collegamento ai soli DAC (o altri dispostivi con input digitale) dotati di tale formato.
Non è stata provata ma è disponibile una soluzione di costo intermedio, con uscite digitali Toslink, sia ottica che coassiale.
F.S.
Come annunciato, la rassegna dell’autocostruzione di streamer per musica liquida basati su mini-PC inizia con l’architettura Raspberry-Linux.
Non occorrono attrezzi o saldatori, ma solo un minimo di dimestichezza con alcuni comandi di configurazione software.
Le soluzioni presentate sono addirittura 2.
Una da circa 240 EUR comprende il DAC e quindi va direttamente connessa ad un ingresso linea dell’amplificatore.
L’altra, da soli 80 EUR, offre uscita digitale su connettore HDMI (quello per la connessione di monitor o TV) e quindi limita la flessibilità di collegamento ai soli DAC (o altri dispostivi con input digitale) dotati di tale formato.
Non è stata provata ma è disponibile una soluzione di costo intermedio, con uscite digitali Toslink, sia ottica che coassiale.
F.S.

Vi racconto la mia esperienza nel costruire uno streamer di buona qualità utilizzando il popolare single-board computer Raspberry Pi (https://www.raspberrypi.com), un DAC per Raspberry Pi prodotto da HiFiBerry (https://www.hifiberry.com) e un software sviluppato in collaborazione con nientepopodimeno che Bang & Olufsen.

Ingredienti

Ecco la lista della spesa per un costo totale di circa 240 EUR, spedizione inclusa:

  • Raspberry Pi 4 Model B 2 GB (una maggiore quantità di memoria non è necessaria)
  • Dissipatore di calore per Raspberry Pi 4 Model B
  • Alimentatore per Raspberry Pi 4 Model B (5.1 V, 3 A)
  • Cavo o adattatore HDMI da tipo D (micro) a tipo A (standard), necessario per collegare il Raspberry Pi a un monitor durante l’installazione del software
  • Modulo HiFiBerry DAC2 HD
  • Case in acciaio per Raspberry Pi 4 Model B e modulo HiFiBerry DAC2 HD
  • Scheda SD 32 GB (una dimensione maggiore non è necessaria)
  • Interruttore USB-C (opzionale, ma comodo per accendere il Raspberry Pi senza dover disconnettere e riconnettere l’alimentatore)
Il Raspberry Pi 4 montato nel guscio inferiore del case
Il DAC HiFiBerry montato nel guscio superiore del case
Assemblaggio dei 2 gusci tramite la connessione a pettine

Potete procurarvi tutto l’occorrente componendo un bundle personalizzato sul sito HiFiBerry al seguente indirizzo: https://www.hifiberry.com/shop/bundles/hifiberry-dac-bundle-4

Chiaramente, il microcomputer costa meno se acquistato presso il produttore.

Infine, una tastiera USB e un mouse USB, con o senza fili, potrebbero essere utili in caso di problemi durante l’installazione del software.

Assemblaggio

Il Raspberry Pi è pronto all’uso. Mi sono limitato a incollare il dissipatore di calore sul microprocessore e avvitare il single-board computer alla metà inferiore del case per mezzo delle viti fornite con il case stesso.

Essendo purtroppo sprovvisto di un manuale di istruzioni, non fornito con il bundle, dopo diversi tentativi, ho concluso che il metodo migliore per installare il modulo HiFiBerry DAC2 HD sul Raspberry Pi consiste in:

  • avvitare il modulo HiFiBerry DAC2 HD alla metà superiore del case per mezzo delle torrette e delle viti fornite con il case stesso.
  • unire le due metà, facendo attenzione a inserire correttamente i 40 pin del Raspberry Pi nel connettore femmina del modulo HiFiBerry DAC2 HD.

Di fatto, l’unico trait d’union tra il Raspberry Pi e il modulo HiFiBerry DAC2 HD, e di conseguenza tra le due metà del case, consiste nei 40 pin inseriti nel connettore.

Scelta del software

Secondo quanto riportato dal sito ufficiale, i driver per tutte le schede HiFiBerry sono inclusi nel sistema operativo Raspberry Pi Linux e di conseguenza tutte le schede HiFiBerry dovrebbero funzionare con qualsiasi distribuzione Linux supportata dal Raspberry Pi.

Alla pagina https://www.hifiberry.com/build/software-selection sono proposte ben nove soluzioni software, tutte in versione compatibile con il Raspberry Pi, alcune molto note a chi ha avuto a che fare con streamer, set-top box e media center basati su Linux.

HiFiBerryOS (https://www.hifiberry.com/hifiberryos) è la distribuzione minimale di Linux realizzata da HiFiBerry in collaborazione con Bang & Olufsen, ottimizzata per la riproduzione audio. Il produttore dichiara che lo scopo di HiFiBerryOS non è aggiungere il maggior numero possibile di funzionalità, ma concentrarsi sulla musica. E questo mi piace, perché sono profondamente convinto che, come recita la frase comunemente attribuita a Neil Diamond, «very often the music comes first»!

Peraltro, HiFiBerryOS è anche la distribuzione ufficiale di HiFiBerry, nonché l’unica supportata dal produttore, perciò la mia scelta è caduta su questa soluzione, scelta di cui, come potrete leggere di seguito, non mi sono minimamente pentito.

Installazione del software

HiFiBerryOS per Raspberry Pi 4 è disponibile al seguente indirizzo: https://www.hifiberry.com/images/hifiberryos-pi4.zip

Il file zip contiene l’immagine da scrivere sulla scheda SD. In base al sistema operativo del vostro computer, avete diverse opzioni per completare questa operazione.

Vi consiglio di usare Etcher (https://www.balena.io/etcher), un’applicazione estremamente semplice da utilizzare e disponibile per Linux, macOS e Windows.

In alternativa, potete usare il seguente comando al terminale di Linux o macOS.

sudo dd if=/Users/Fabio/Downloads/hifiberryos-20211105-pi4.img of=/dev/rdisk2s1

Dove “/Users/Fabio/Downloads/hifiberryos-20211105-pi4.img” è il percorso dell’immagine estratta dal file zip e “/dev/rdisk2s1” è il percorso della scheda SD.

Al termine dell’operazione, inserite la scheda SD nel Raspberry Pi, collegate il Raspberry Pi a [1] un monitor tramite il cavo o adattatore HDMI da tipo D (micro) a tipo A (standard), [2] alla vostra rete Ethernet (la rete Wi-Fi potrà essere configurata solo al termine dell’installazione del software) e [3] all’alimentatore. Tenete d’occhio il monitor e, se tutto va bene, dopo due o tre minuti dovreste essere pronti a iniziare a usare HiFiBerryOS.

HiFiBerryOS

Una delle caratteristiche che preferisco di HiFiBerryOS è la possibilità di controllarlo completamente via web: aprite un browser su qualsiasi dispositivo collegato alla vostra rete, un computer, un tablet, uno smartphone, e collegatevi a http://HiFiBerry (maiuscole e minuscole non fanno la differenza). Grazie a una tecnologia chiamata multicast DNS (mDNS), il cui funzionamento va oltre lo scopo di questo articolo, il vostro browser sarà in grado di collegarsi a HiFiBerryOS.

Le immagini incluse in questo articolo sono state ottenute catturando lo schermo di un Apple iPhone 12 Pro Max mentre usavo il browser Google Chrome per iOS collegato alla mia HiFiBerry, ribattezzata HiFiBernie in onore del soprannome della mia compagna.

Se lo desiderate, potete ora collegare la vostra HiFiBerry alla rete Wi-Fi a partire dal menu “Network” allo stesso modo in cui colleghereste qualsiasi altro tipo di dispositivo.

Non vi resta altro che collegare i connettori RCA del modulo HiFiBerry DAC2 HD a un amplificatore e siete pronti per ascoltare la vostra musica preferita!

HiFiBerryOS supporta, tra le altre, le seguenti fonti:

  • Apple Airplay
  • Bluetooth
  • DLNA per raccolte musicali connesse via USB o raggiungibili via rete (per esempio su un NAS)
  • Radio che trasmettono via internet
  • Roon
  • Spotify

Io ho provato le prime quattro e non ho incontrato problemi di sorta.

Apple Airplay, come tristemente noto, non permette trasmissioni lossless.

Ho verificato, contattando il supporto tecnico sia di HiFiBerry sia di Raspberry Pi, che il Bluetooth supporta lo standard aptX, permettendo quindi trasmissione “quasi” lossless.

Ho collegato una chiavetta USB al Raspberry Pi contenente file a risoluzione CD audio (bit rate 1411kbps, sample rate 44.1kHz x 16 bit stereo) ma purtroppo non ho materiale HiRes, ad esempio 96kHz x 24 bit, da provare. Dovrebbe comunque rientrare nelle specifiche del DAC.

Sono riuscito ad ascoltare anche 6forty Radio (http://www.6fortyradio.com), la mia emittente internet preferita, specializzata in post-rock e post-metal.

In ogni caso il risultato è stato più che soddisfacente.

Non essendo abbonato né a Roon né a Spotify, non ho mai provato queste fonti. In entrambi i casi, la documentazione spiega che chi è in possesso di un abbonamento è in grado di trasmettere e controllare la musica dalla relativa applicazione su smartphone o tablet. Del resto, il controllo remoto dai dispositivi mobili è ragione di esistenza per Roon e arma vincente dei client Spotify. Roon però richiede un abbonamento un po’ caro, in rapporto a questo dispositivo DIY, ma è anche l’unica soluzione che conosco per accedere ai servizi non supportati direttamente, come Tidal, Qobuz e AmazonMusic.

A prescindere dalla sorgente, la schermata principale di HiFiBerryOS consente le funzioni fondamentali: riproduzione, pausa, traccia precedente, traccia successiva, volume. Apple Airplay supporta anche la visualizzazione della copertina dell’album in riproduzione.

Caratteristiche tecniche del modulo HiFiBerry DAC2 HD

Il modulo HiFiBerry DAC2 HD è un convertitore digitale-analogico ad alta qualità costruito attorno a un DAC Burr-Brown che opera a 192 kHz e 24 bit.

È dotato di uno stadio di uscita corrente-tensione con filtro di fascia alta ed equipaggiato con quattro regolatori di tensione a bassissimo rumore.

Il suo clock a basso jitter è indipendente da quello del Raspberry Pi.

Integra un controllo di volume compatibile con il framework Advanced Linux Sound Architecture (ALSA).

L’uscita stereo è affidata a connettori RCA placcati oro.

Pi MusicBox

Un’alternativa più economica consiste nel costruire uno streamer con uscita solo digitale utilizzando il software Pi MusicBox (https://www.pimusicbox.com) e un Raspberry Pi 3 – la versione 4 del popolare single-board computer non è ancora supportata da Pi MusicBox.

Ingredienti

Ecco la lista della spesa per un costo totale di circa 80 EUR, spedizione inclusa:

  • Raspberry Pi 3 Model B 1 GB
  • Alimentatore per Raspberry Pi 3 Model B (5.1 V, 3 A)
  • Case in plastica per Raspberry Pi 3 Model B
  • Scheda SD 16 GB (una dimensione maggiore non è necessaria)
  • Cavo HDMI (opzionale, ma utile per collegare il Raspberry Pi a un monitor durante l’installazione del software)

Ancora una volta, una tastiera USB e un mouse USB, con o senza fili, potrebbero essere utili in caso di problemi durante l’installazione del software.

Assemblaggio e installazione del software

Il Raspberry Pi è pronto all’uso. La versione 3 del popolare single-board computer non necessita dissipatori di calore. Mi sono limitato a installarlo nel case.

Il software Pi MusicBox per Raspberry Pi 3 è disponibile al seguente indirizzo:

https://github.com/pimusicbox/pimusicbox/releases/download/v0.7.0RC7/musicbox_v0.7.0RC7.zip

Il file zip contiene l’immagine da scrivere sulla scheda SD. Per completare questa operazione torno a consigliarvi di usare Etcher (https://www.balena.io/etcher), compatibile con Linux macOS e Windows, oppure il seguente comando al terminale di Linux o macOS.

sudo dd if=/Users/Fabio/Downloads/musicbox_v0.7.0RC7.img of=/dev/rdisk2s1

Dove “/Users/Fabio/Downloads/musicbox_v0.7.0RC7.img” è il percorso dell’immagine estratta dal file zip e “/dev/rdisk2s1” è il percorso della scheda SD.

Al termine dell’operazione, inserite la scheda SD nel Raspberry Pi, collegate il Raspberry Pi a

  • un monitor tramite il cavo HDMI
  • alla vostra rete Ethernet
  • all’alimentatore.

Tenete d’occhio il monitor e, se tutto va bene, dopo due o tre minuti dovreste essere pronti a iniziare a usare Pi MusicBox.

Il player Pi MusicBox

Come HiFiBerryOS, anche Pi MusicBox può essere controllato completamente tramite un browser in esecuzione su qualsiasi dispositivo (computer, tablet, smartphone) collegato alla vostra rete. Puntate a http://MusicBox (di nuovo maiuscole e minuscole non fanno la differenza) e grazie al mDNS il vostro browser sarà in grado di collegarsi a Pi MusicBox.

La mia prima impressione è stata che Pi MusicBox sia un progetto molto meno maturo di HiFiBerryOS, e, dopo pochi minuti di utilizzo, ho riscontrato evidenti limiti.

Innanzitutto, nonostante esista una pagina di configurazione dedicata allo scopo, non sono riuscito a configurare la rete Wi-Fi via web.

Per farlo, ho dovuto spegnere il Raspberry Pi, estrarre la scheda SD, inserirla nel computer e modificare il file “/config/settings.ini” indicando il nome (o SSID) della rete Wi-Fi alla linea 18, la password alla linea 19 e il codice della nazione alla linea 22.

Inoltre non sono riuscito a ottenere alcun segnale in uscita da alcuna delle porte USB del Raspberry Pi, che avrei voluto collegare a un DAC esterno (e ho provato due DAC diversi), neppure forzando l’opzione “output = usb” alla linea 259 del file di configurazione.

Sono riuscito a ottenere solo un segnale in uscita dalla porta HDMI del Raspberry Pi, che ho collegato a un amplificatore dotato di ingresso HDMI e ho quindi provato a riprodurre una emittente internet.

Considerazioni finali

HiFiBerry è una soluzione di alta qualità per costruire uno streamer con uscita analogica.

HiFiBerryOS è un software maturo, moderno e semplice da usare.

Non mi sento di consigliare Pi MusicBox a chi desideri costruire uno streamer con uscita digitale a meno che ci si accontenti dell’uscita HDMI (io non sono riuscito a ottenere alcun segnale in uscita da una delle porte USB).

Inoltre Pi MusicBox non è un software all’altezza di HiFiBerryOS.

A chi desideri costruire uno streamer con uscita digitale consiglio invece di considerare l’acquisto di uno dei moduli HiFiBerry Digi (https://www.hifiberry.com/digis) dotati di uscita SPDIF elettrica e ottica, in grado di produrre segnale di qualità fino a 192 kHz a 24 bit. La conversione dal segnale I2S non passa dai canali USB ma è direttamente legata al microprocessore.

Fabio Scagliola

Come annunciato, la rassegna dell’autocostruzione di streamer per musica liquida basati su mini-PC inizia con l’architettura Raspberry-Linux.
Non occorrono attrezzi o saldatori, ma solo un minimo di dimestichezza con alcuni comandi di configurazione software.
Le soluzioni presentate sono addirittura 2.
Una da circa 240 EUR comprende il DAC e quindi va direttamente connessa ad un ingresso linea dell’amplificatore.
L’altra, da soli 80 EUR, offre uscita digitale su connettore HDMI (quello per la connessione di monitor o TV) e quindi limita la flessibilità di collegamento ai soli DAC (o altri dispostivi con input digitale) dotati di tale formato.
Non è stata provata ma è disponibile una soluzione di costo intermedio, con uscite digitali Toslink, sia ottica che coassiale.
F.S.