Nata nel 1991, in piena era CD, offrendo giradischi analogici molto accessibili, proprio mentre il vinile era dato per defunto, il costruttore austriaco ha goduto bene del recente revival del vinile, divenendo tra le poche alternative credibili -e abbordabili- al recupero di giradischi vintage coperti di polvere (e spesso di ruggine). Paradossalmente, proprio nell’attuale exploit del vinile, da marzo Pro-Ject lancia 2 CD-player “solo CD”, il supporto che ora ha il futuro più incerto, sotto il dilagare della musica liquida, per quanto questa sia chiacchierata di “interpretare” anziché “riprodurre”.

In realtà la mossa non è affatto temeraria: il parco circolante di CD presenti nelle collezioni di tutti gli appassionati di vecchia data è enorme e molte macchine gira-CD hanno oltre 3 decenni nei pick-up e nei DAC, nei tasti e nei display; insomma o sono obsoleti, o sono balbettanti per difetti di tracking, o sono dei ‘plasticoni’ che sarebbero stati da rottamare molto tempo fa.
Il restauro quasi sempre costa più del valore residuo, l’estetica è spesso demodé ed è facile farsi tentare dal rinnovo.
Pro-Ject ci tenta con 2 macchine dall’elegante linea minimalista, di scuola assolutamente mitteleuropea, con contenitore completamente di alluminio anodizzato, ben schermante dai disturbi elettromagnetici, disponibile sia argento che nero, per entrambi i modelli.

Le 2 macchine sono caratterizzate da una larghezza di soli 206 mm e dal caricamento del disco “a spinta”, come quello comune nel car-audio. Quindi manca il cassetto motorizzato (un pensiero di meno).
4 soli tasti per i comandi principali (al resto ci pensa il telecomando) e alimentazione esterna.
Ma vediamo ora le notevoli differenze.

Il CD Box DS3 ha vocazione High-End, espressa soprattutto in accorgimenti meccanici: telaio ad elevata rigidità con sospensione a 4 punti, di cui 3 cedevoli e smorzate, di isolamento dalle vibrazioni esterne, e l’ultima invece rigida, per scaricare all’esterno le vibrazioni ad alta frequenza prodotte internamente dal servocontrollo del laser. La logica, priva dei compromessi dettati da altri supporti digitali, vanta completa compatibilità con le specifiche Red Book del CD audio. Il DAC è basato su chip Texas Instruments PCM1796, accreditato di rumore inferiore a -105dBA.
Per collegare DAC esterni sono comunque presenti uscite digitali S/PDIF, sia coassiale che ottica. Come accessori sono disponibili fianchetti in legno massello di 3 diverse essenze e l’alimentatore lineare “rinforzato” Power Box DS2, per non far mai mancare spunto né all’attuatore del servocontrollo né all’uscita analogica.

Il CD Box S3 è ancora più sottile e costa poco più della metà (vale a dire circa 400€ di listino). Il DAC è il PCM5102, i cui limiti a 32bit/384kHz appaiono perfino sovradimensionati, per lo standard CD-audio. Sarà per questo che è dichiarato un livello di rumore infinitesimo, a oltre -120dB. In compenso l’uscita digitale è solo coassiale.

F.S.