Appena 1 mese dopo i 2 CD-player, Pro-Ject torna a corteggiare il vinile, con il nuovo giradischi X8 e i pre-pre phono S3-B e DS3-B.
Parola d’ordine: bilanciato.

Il revival del vinile vede il fabbricante austriaco tra gli indiscussi leader, con prodotti di riconosciuta eccellenza nel rapporto qualità/prezzo.
Certo, fabbricare nel cuore dell’Europa non consente un’offerta alla portata di tutte le tasche: i circa 2000€ di listino per il giradischi X8 e le varie centinaia di euro per i pre-pre, continuano a rendere il vinile un lusso, all’interno del lusso che è l’hi-fi. Tanto che iniziare oggi ad avvicinarsi alla riproduzione puntando sul disco analogico, a parte le mode, abbonda di quell’irrazionalità che caratterizza ogni passione. Discorso diverso per chi si ritrova con collezioni ricche di centinaia o migliaia di perle artistiche, faticosamente costruite nei decenni o, perché no, ereditate, spesso pregne di valori affettivi: sono patrimoni di emozioni preziose, che meritano tutte le cure del caso.

Giradischi X8

Il nuovo giradischi eredita dai modelli superiori (X9 e X10) il telaio in MDF e il braccetto in carbonio 9cc EVO. L’impostazione è decisamente orientata all’high-end ma non trascura il ruolo estetico che la sorgente analogica assume nell’impianto. Se la musica liquida arriva addirittura a diventare invisibile, tra player nascosto o integrato e controller portatile, il giradischi troneggia sempre in bella vista. Così Pro-Ject, oltre al bel design mitteleuropeo, pulito, mette a disposizione 3 finiture: laccatura lucida bianca o nera e impiallacciatura di noce naturale.

Solo facendo un minimo di analisi merceologica, si può capire perché un buon giradischi costi maledettamente tanto: piatto di oltre 5 kg, tornito dal pieno d’alluminio, rettificato ed equilibrato, braccetto con canna da 9″ in materiale composito e snodo cardanico articolato un una miriade di pezzetti meccanici di precisione, cinghia di gomma a sezione tonda, solo per rimanere a quello che si vede.

Tra quello che non si vede, i piedini d’alluminio, regolabili in altezza e smorzati, la parziale levitazione magnetica del piatto, per ridurre lo stress sul cuscinetto del perno, e soprattutto la caratterizzante uscita elettrica bilanciata, tramite uno speciale connettore pentapolare denominato 5P.

Peccato che la dotazione standard preveda il solo cavo 5P/RCA, con adattatore semibilanciato, mentre il cavo 5P/XLR, con connettori bilanciati XLR, sia un optional.
Con segnali così piccoli, in particolare con le testine MC, sono evidenti i vantaggi di dinamica usando il collegamento bilanciato.

Il cavo accessorio 5P/XLR

Rispetto ai modelli maggiori (con tappetino di gomma incollato) il piatto metallico è nudo, con un tappetino di feltro in dotazione, intercambiabile con tappetini di materiali diversi, per avere una variabile in più da sperimentare nel fine-tuning.

Chi come me ha la barba bianca (i capelli sono un lontano ricordo) ricorderà come negli anni della hifizzazione di massa la competizione tra giradischi, anche quelli di plastichetta, si combattesse agli infinitesimi di wow-and-flutter, al decibel di rumore pesato, al secondo di tempo di avvio. Oggi le misure sui giradischi sono snobbate, ammesso che qualcuno sappia ancora bene come eseguirle e confrontarle. Comunque qui siamo a dichiarazioni di circa lo 0,1% di W&F e 73 dB di rumble. Il tempo d’avvio è “non pervenuto” ma, con l’inerzia di questo piatto e con un motore da pochi watt, non aspettiamoci prestazioni da DJ.
Con circa 300€ di supplemento si ha in dotazione la testina Ortofon Quintet Blue premontata e (presumibilmente) allineata.

Pre-pre Phono Box S3 B

L’estetica non è da urlo, ma è disponibile con anodizzazione sia chiara che nera, e a meno di 400€ di listino un pre-phono così versatile farà certamente gola.
Possibilità di commutare tra 2 diversi ingressi phono, uno RCA, l’altro bilanciato, ognuno con memoria della regolazione indipendente per l’impedenza d’ingresso (con 5 resistenze tra 10Ω e 47kΩ e 4 capacità tra 50 e 400pF) e del guadagno (40, 45, 60 e 65dB). In grado quindi di adattarsi anche alle più ostiche testine moving coil e a dubbi cablaggi con alta capacità caratteristica.

Anche le uscite sono disponibili sia su RCA che da XLR bilanciati. Quello che rimane misterioso è l’ingresso bilanciato, su connettore 5P identico a quello del giradischi X8, ma senza che sia stata annunciata la disponibilità, come accessorio, di un cavo di collegamento 5P/5P.

Il filtro subsonico del 3° ordine a 20Hz è utilissimo nell’abbattere i disturbi generati da deformazioni dei dischi. Il rumore dell’amplificatore, ad appena -110dBA per i 40dB del guadagno MM, resta quindi molto basso anche aumentando il guadagno di 20-25dB, come necessario per le testine MC. Sarà anche merito dell’alimentazione esterna (switching, per ridurre il consumo in stand-by) e di un’ingegnerizzazione impeccabile, praticamente senza cablaggi interni, con circuitazione che vanta progetto dual-mono a componenti discreti (per chi diffida degli op-amp in ruoli così delicati), completamente a montaggio superficiale (SMT) e equalizzatore RIAA parzialmente passivo.

Pre-pre Phono Box DS3 B

Per 200€ in più, il modello DS3 B offre anche la possibilità di montare fianchetti di massello (optional), tramite il fissaggio magnetico già visto per il CD player della stessa famiglia, una regolazione continua della resistenza d’ingresso, tra 10Ω e 1000Ω per testine MC -dichiarata come “esclusiva”- oltre ai canonici 47kΩ per le testine MM, ulteriori 2 livelli di guadagno, per passi da 5dB tra 40 e 65dB. In tal modo è possibile allineare qualsiasi testina al livello delle altre sorgenti su ingressi-linea.

Nel pannello posteriore dei collegamenti, sono presenti anche connettori di consenso, per il collegamento in cascata e l’accensione centralizzata quando collegati a dispositivi della stessa famiglia Pro-Ject.

Infine, ma non ultimo, sono presenti anche gli ingressi bilanciati XLR, in attesa che si renda disponibile un più elegante cavo di collegamento dedicato 5P/5P.

F.S.